COMBO Festival: scopriamo le carte - Luci e Ombre di un nuovo Festival di Giochi da Tavolo

In questa puntata

Comincio con un doveroso avviso: parlo di Combo, la prima edizione di questo nuovo festival di giochi da tavolo, da normalissimo fruitore. Non ho avuto accesso a retroscena o a informazioni riservate: quello che dirò è frutto della mia esperienza, di impressioni personali e di dati pubblicamente reperibili. Non volevo parlarne, ma quello che mi ha spinto a farlo è il fatto di aver visto troppi giudizi a senso unico, tutti entusiasti, arrivati però in gran parte da chi è stato eletto Ambassador della manifestazione.

Il mio elefante nella stanza

Il motivo per cui non ne avevo mai parlato è la filosofia alla base della manifestazione, una visione con cui non riesco ad andare d'accordo e che trovo fondamentalmente sbagliata. Parlo di manifestazioni organizzate da un editore, come questa e come la recente DDCon di Dungeon Dice: possono essere aperte ad altri editori, ma nascono e restano manifestazioni in mano ad un singolo editore. E siccome al mondo nessuno fa niente per niente, parliamo essenzialmente di operazioni di marketing. e perché quindi dovrebbero essere "migliori" queste manifestazioni, quando abbiamo già contenitori importanti e indipendenti, come Play, dove un editore che volesse davvero promuovere il gioco da tavolo, al di là del proprio giusto profitto, potrebbe investire gli stessi soldini che invece sta spendendo per il suo evento?

Ho fatto qualche ricerca e non ho trovato riscontri simili all'estero. In Francia ho visto il festival di Cannes crescere anno dopo anno grazie a uno sforzo corale degli editori. Non ho trovato nulla di simile nemmeno tra le convention americane (vedi GenCon, Origins, PAX, BGG.CON) né in Germania. Insomma, in questi casi ho un po' la sensazione di trovarmi davanti al solito unicum italiano, frutto di una visione un pochino miope.

Un posizionamento poco chiaro

La comunicazione prima dell'evento è stata tutto sommario efficace, anche perché gente ce n'era, ma credo abbia sofferto di un posizionamento non chiarissimo, forse cambiato un po' in corsa. Prima dell'estate il taglio era più autoriale e "alto": ospiti di un certo calibro, panel, il ruolo delle donne nei giochi da tavolo, un atlante dei giochi da tavolo, una giuria per il Design for Play Award. Anche la parola "festival" andava in quella direzione. A settembre, invece, il baricentro è tornato su binari più tradizionali: i giochi giocati, gli ambassador, i creator, l'anteprima, fino al claim che per me è il più riuscito, "i giochi di Essen prima di Essen"

La location, tra pregi e insidie

L'ambiente era bellissimo, a tratti rilassante: padiglioni bassi e piccoli, stradine in pavè alberate, a momenti quasi delle vibes alla Studio Ghibli. Ma ha funzionato al 110% grazie al meteo il clima più che primaverile ha consentito di sfruttare padiglioni ariosi e decine di tavoli all'aperto (credo anche più numerosi di quelli all'interno). Non so, però, cosa sarebbe successo con anche solo una pioggia moderata: tavoli inagibili, gente bagnata stipata in poco spazio, tra l'odore di hamburger, patatine e arrosticini. Ottobre per questa location è un azzardo e, al primo anno di pioggia, prevedo forconi in pubblica piazza. Di sera, però, con le lucine bianche e meno gente, sembrava di passeggiare per un borgo turistico, di questo va reso atto. Un enorme grazie va anche alle associazioni e ai volontari, che hanno fatto giocare davvero un sacco di persone! Un altro elemento a favore, ma che dovrà reggere la prova del tempo, è che l'affluenza, essendo un debutto, è rimasta gestibile: tavoli liberi in alcuni orari, attese minime e tollerabili in altri.

Il mio giudizio

Da giocatore posso solo che promuovere Combo a pieni voti, ma è un giudizio un po' sospeso sul filo del rasoio: la location è incantevole, ma con criticità evidenti. Da commentatore invece la domanda è se abbia senso di esistere e con quale focus. Io punterei tutto su "i giochi di Essen prima di Essen": darebbe un'identità forte a un evento che ha peccato sul posizionamento. Non tutti possono andare a Essen e la curiosità è una leva potentissima... insomma sono davvero curioso di vedere quale strada prenderà questa giovane manifestazione, al netto dei miei pregiudizi.

Torna al player
← Torna a tutti gli episodi